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Vendée Globe 2008
Professione avventura
Intervista a Pasquale De Gregorio
La Vendée Globe che ho corso, beh... non è certo cosa che si dimentichi facilmente. E' un'esperienza unica e intensa come poche, che segna indelebilmente chiunqwue vi abbia preso parte e che personalmente, sponsor permettendo, mi piacerebbe molto, ma molto ripetere.

Che regata sarà, è vero che c'è stato un boom di iscrizioni?

Di sicuro l'edizione 2008 della Vendée Globe segnerà la definitiva professionalizzazione della regata e la decisa riduzione delle partecipazioni animate da mero spirito d'avventura (vale a dire a budget basso, quindi con barche vecchie).
Parlano le cifre: a fronte di 27 partecipanti ammessi come limite massimo (di cui a luglio 2007 erano già stati confermati in 22) sono stati o sono in procinto di essere messi in acqua ben 17 nuovi scafi, a cui se ne aggiungeranno probabilmente altri 2 la cui costruzione è tuttora coperta da riserbo. Se si considera che ognuna di queste barche costa dai 3 ai 4 milioni di euro, oltre alle spese di gestione (un altro milione ad anno), si ha un'idea di quale massiccio richiamo di mezzi e di sponsor si stia accentrando su questo evento. E quanto alto sia il livello dei concorrenti, la metà circa dei quali è alla prima partecipazione, per giustificare una così generalizzata mobilitazione di risorse finanziarie.

Come mai resta attraente per tanti una regata così dura e impegnativa da tutti i punti di vista?

L'attrattiva, il forte richiamo esercitato dalla Vendée Globe sui navigatori oceanici (solitari e non) sta proprio in queste sue caratteristiche di durezza, impegno e rischio, in grado di mettere alla prova e quindi esaltare la componente umana rispetto a quella meramente tecnologica. Non a caso, sin dalla sua prima edizione (1989) è stata definita l'Everest della vela. Ragion per cui, chi non l'ha mai fatta considera quasi una necessità, un logico completamento del proprio cursus velico il prendervi parte; e chi vi ha già partecipato coltiva il proposito di tornarvi, magari questa volta per vincere o piazzarsi meglio o per riaffermare la propria supremazia, come nel caso di Michel Desjoyeaux e Vincent Riou, vincitori delle due ultime edizioni ed entrambi iscritti alla prossima edizione.

Quanto è cambiata la Vendée Globe dalla prima mitica edizione a cui parteciparono Bernard Moitessier e Robin Knox Johnston? C'è qualcuno dei grandi velisti del circuito open che ormai fa un giro del mondo all'anno. Segno che la tecnologia ha "normalizzato" o perfino reso "routine" anche quello che fino a qualche decennio fa sembrava una sfida estrema ai limiti dell'incoscienza.

Senza dubbio moltissimo, soprattutto con riguardo all'evoluzione tecnologica di barche e relative dotazioni, con speciale riferimento alle comunicazioni e quindi, in qualche misura, alla sicurezza e alla possibilità d'intervento in caso di necessità, basti pensare agli spettacolari recuperi di Dinelli, Bullimore e Dubois nell'edizione 1996. Certamente il Golden Globe del 1968 rappresentava - sia perchè era una "prima", sia per le caratteristiche "comuni" delle barche partecipanti e infine per la mancanza di comunicazione nei due sensi - un'incognita assoluta, con un margine di rischio altissimo.
Detto ciò e pur tenuto conto dell'attuale elevato livello tecnologico, sarebbe un grave errore con

Il Libro
Oceani ad ogni costo
Più di cinque mesi passati da solo negli oceani del mondo, di cui più di due alle latitudini note come i 'Quaranta ruggenti' e i 'Cinquanta urlanti'. Pasquale De Gregorio è uno dei due soli italiani che sono riusciti a concludere la Vendée Globe, la regata mito di ogni velista, il giro del mondo in solitario senza scalo e senza assistenza. Quella di De Gregorio è la storia di una passione tanto forte e ostinata da esser capace di superare i mille ostacoli della terraferma e le disavventure della navigazione. Un racconto dedicato a chiunque abbia assaporato anche solo per una volta il respiro del grande largo, ma che risulterà avvincente anche a chi non ha mai messo piede in barca.
L'autore
Pasquale De Gregorio
E' stato per quasi vent'anni avvocato in Banca d'Italia. Nel 1988 ha lasciato lavoro e carriera per dedicarsi completamente alla vela. Ha vinto numerose gare e stabilito record che in alcuni casi ancora resistono, come quello nel tratto Fiji-Vanuatu, in Pacifico. È arrivato terzo assoluto nell'Around the World Rally e quarto nella transatlantica Europe 1New Man Star. Il 16 aprile 2001 ha portato a termine la Vendée Globe.
Andrea Palombi
Andrea Palombi è un giornalista parlamentare ed un appassionato velista.
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Notizie in breve
10 dicembre 2008
Questa volta tocca a Lock Peyron
Disalberare nel Grande Sud
Il solitario è in buona salute e dirige a Nord per raggiungere l'Australia
Nuovo disalberamento nella Vendée Globe, il giro del mondo in solitario e senza scalo. Questa volta tocca a Lock Peyron, un grande veterano delle regate in oceano. Verso le 14,00 di oggi ha comunicato al comitato di regata che mentre era all'interno della sua barca, con circa 30 nodi di vento....
16 dicembre 2008
I primi due costretti al ritiro
Vendée Globe: la decimazione dell'Oceano Indiano
Prima l'urto di Jean Pierre Dick, poi anche Mike Golding disalbera
La Vendèe Globe, il giro del mondo in solitario e senza scalo, si conferma come la regata più dura e selettiva. Dopo Loick Peyron, che ha disalberato qualche giorno fa, ieri la stessa sorte è toccata ad altri due protagonisti. Jean Pierre Dick, mentre guidava la flotta a Sud di ....
18 dicembre 2008
Yann Eliés si rompe un femore
Grave incidente nella Vendée Globe
La marina australiana tenta un'operazione di soccorso
Dopo una nutrita serie di avarie e disalberamenti, uno dei solitari impegnati nel giro del mondo senza scalo si è ferito seriamente. Incredibili le modalità dell'incidente. Yann, che era attualmente in ottava posizione, è salito in coperta per cambiare una vela sotto un colpo di....
19 dicembre 2008
Continua il calvario di Eliés Yann nella Vendée Globe
Con un femore rotto, in cappa nel Grande Sud
Solo sabato il solitario sarà raggiunto da una fregata australiana
Continua la sofferenza di Eliés Yann. Il solitario è stato raggiunto ieri sera da un altro partecipante alla Vendée Globe, Marc Guillemot, a cui la direzione della corsa ha chiesto di raggiungere lo skipper ferito. Ieri Yann, una volta rifugiatosi in cabina, non è ri....
22 dicembre 2008
Il solitario recuperato dalla marina australiana finalmente a Perth
Finisce bene la brutta avventura di Eliés Yann
La barca che naviga a 4 nodi, sarà recuperata dal team Generali
Cala nel migliore dei modi il sipario sulla brutta avventura di Eliés Yann che nel corso della Vendée Globe, il giro del mondo in solitario e senza scalo, si è rotto il femore a circa 800 miglia a Sud dell'Australia, al confine fra Oceano Indiano e Pacifico. Domenica mattin....
6 gennaio 2009
Finalmente buone notizie dal solitario francese
Jean Le Cam è sano e salvo
Lo ha raggiunto Vincent Riou, la sua barca ha perso il bulbo.
Sono finalmente terminate le ore d'ansia per Jean Le Cam. Questa mattina lo skipper francese impegnato nella Vendée Globe aveva infatti comunicato al suo team di avere gravi problemi alla sua barca, mentre era a circa 200 miglia da Capo Horn, poi le comunicazioni si sono bruscamente interrott....
15 aprile 2009
Regate
Pasquale De Gregorio e Andrea Palombi alla Roma x 2
Domenica 19 aprile alle ore 11.00 la partenza della celebre regata da Riva di Traiano
Dopo 7 anni di assenza dalla Roma x 2 ritorna De Gregorio alla famosa regata. Pasquale De Gregorio e Andrea Palombi saranno alla boa di partenza della Roma X 2, il 19 aprile a bordo del Comet 38s Fahrenheit.....
20 aprile 2009
Regate
Partita la Roma x 2 sotto una pioggia battente
Bella partenza per Fahrenheit che ha tagliato la linea di partenza in seconda posizione
Pasquale e Andrea sono partiti sotto un piovasco con 15 nodi di vento da SE, peccato che il vento durato solo un paio d'ore.....
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Fulvio Molinari, giornalista e scrittore. Lascia il suo paese, Orsera, sulla costa istriana, all'età di sette anni, riparando in barca a Trieste con la famiglia dopo l'arrivo delle truppe jugoslave.
Ha percorso per anni i Balcani come inviato del Tg1, seguendo sul campo i rivolgimenti po....
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A me mi piace il mare
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Little Top sta bene solo quando è in acqua. Può essere in canoa, in barca o su una tavola a vela, in piscina o durante un’immersione, dove c’è acqua è felice.
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Mediterranea, 2008