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Attualità
Gli schiaffi della Roma per Tutti
Nella bella prova della classica del Tirreno Ikarus, la barca di D’Alema, subisce un danno che racconta delle dure condizioni in cui si è svolta la regata.
Di Giuliano Gallo

Un buco grande come un piatto, netto e inequivocabile. Lì sulla porta del "garage", l'apertura sullo specchio di poppa dove di solito viene chiuso il gommone assieme a pinne, maschere e tutto quello che serve su di una barca vacanziera. Il 23 maggio scorso Ikarus era tornata a casa così, con un buco che pareva fatto a mano. La barca di Massimo D'Alema ha tagliato da vincitrice il traguardo di Riva di Traiano, dopo cinque giorni di regata tirata alla spasimo: Civitavecchia, Lipari e ritorno, 526 miglia per la classica "Traiano per tutti", da sempre celebre per le sfuriate di vento che i regatanti debbono subire. E anche quest'anno non è andata diversamente: "Abbiamo avuto davvero tutto, la bonaccia, la burrasca, poi ancora un'altra interminabile bonaccia... Bello e dificile, soprattutto il finale con il vento che calava sempre più". Massimo D'Alema ha appena portato Ikarus all'ormeggio, l'equipaggio sta sbarcando vele bagnate, borse, resti di cibo e facce stanche. D'Alema ha la barba lunga e gli occhi lucidi di fatica e di emozione. Gli chiedono del buco. "E' arrivata un'onda di notte, quando eravamo al traverso di Lipari. Ha sfondato la poppa. Un'altra invece è salita a bordo e ha allagato il pozzetto. Capisco perché 14 barche si sono ritirate...".

Il grande 60 piedi di Starkel ha invece resistito fino al traguardo, anche se a bordo il mal di mare ha flagellato per ore l'equipaggio. C'era vento a 50 nodi, ma soprattutto mare, tanto mare. Tra i ritirati c'è gente che si è arresa più per la fatica e il mal di mare, che non per avarie irreparabili. Ma come sempre quando si torna in porto quello che rimane è solo l'esaltazione della corsa, dell'adrenalina che corre come un fiume.

D'Alema ha festeggiato anche il compleanno, durante la regata. Per fortuna scendendo verso Lipari, quando c'era ancora bonaccia. "La torta, un profiterol, l'ha portata uno dell'equipagggio, lo champagne ce l'ho messo io", racconta l'ex presidente del consiglio. Quando è calato il buio, la festa però è finita bruscamente: "Vento a quaranta nodi e più, ma soprattutto onde, onde enormi. Il libeccio da quelle parti alza un mare da paura. Insomma, regata divertente ma faticosa. Tanto".

Però arrivare primi in tempo reale, lottando fino all'ultimo metro contro un vento che svaniva ogni minuto un po' di più, è un premio che vale qualunque fatica.

IKARUS  - Gli schiaffi della Roma per tutti

Mediterranea, 2008