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Editoriale
La vastità del mare da sempre ha fatto sognare gli uomini. Da sempre è stata teatro e origine di storie, meravigliose avventure, grandi scoperte e terribili tragedie. Oggi come all'inizio della nostra storia, continua a essere così. Nonostante tutta la scienza e la tecnologia, nonostante le guerre e le crisi economiche, lo sciagurato inquinamento e lo sfruttamento selvaggio, il mare resta un immenso contenitore di piccole e grandi storie. È bello constatare che sia ancora così, è urgente impegnarsi perché possa continuare ad essere così.

Da quando Mediterranea è nata, ed ormai sono due anni, ma non due anni qualunque, due anni di burrasche e tempeste, in cui qualche corazzata è affondata mentre il nostro agile vascello continua a navigare, abbiamo individuato come nostro spazio privilegiato il crocevia fra la lettura e l'andar per mare. Due grandi piaceri capaci di alimentarsi e amplificarsi a vicenda. Più che mai siamo convinti oggi che leggere, oltre che un piacere, sia in molti casi una necessità per chi naviga, a volte perfino una responsabilità obbligata, verso gli altri e verso il mondo (e il mare) che vorremmo lasciare ai nostri figli.

La nostra, di responsabilità, crediamo continui ad essere quella di proporvi lo spettro più largo possibile delle esperienze di andare per mare. Senza farci ingabbiare dalle esigenze commerciali, senza inseguire mode, senza cedere a compromessi. Come anche questo numero dimostra, continueremo a raccontarvi esperienze di crociera, di grandi regate, di autocostruttori come di grandi cantieri, piccole storie quotidiane di navigatori qualsiasi e quelle di skipper famosi. Sempre con uno sguardo lungo, non limitato al nostro quotidiano, ma teso all'orizzonte della cultura che il mare continua ad alimentare. Dalla tecnologia alla letteratura, dalla scienza alla solidarietà.

Ne sono esempi concreti una grande storia di mare, come quella dello Jancris, finalmente raccontata dopo essere caduta nell'oblio per troppo tempo, e insieme il bel diario di bordo che Gabriele Olivo, unico italiano a partecipare all'ultima Volvo Ocean Race, ha scritto del suo giro del mondo. La prova di navigazione dell'ultima barca realizzata da un autocostruttore geniale e anticonformista come Ernesto Tross, ma anche il piccolo ‘scoop' che vi offriamo sul danno provocato da un'onda alla barca di Massimo D'Alema nell'ultima RomaX2. E poi le storie significative per chi naviga nei nostri mari, come il colpo di vento all'Elba raccontato da Marco Marchi, prezioso anche per capire come comportarsi in situazioni analoghe. Un episodio che purtroppo conferma quello che tutti stiamo sperimentando in questi anni: l'aumento statistico dei fenomeni violenti nei nostri mari, frutto avvelenato dei cambiamenti climatici in corso. Un campanello d'allarme che nessuno, soprattutto fra chi va in mare, può far finta di non aver sentito.

A.P.

Mediterranea, 2008